giovedì 12 gennaio 2017

Il tradimento di Grillo






In questi ultimi giorni abbiamo assistito a uno degli accadimenti più strani della storia del Movimento 5 Stelle. Tutto si può dire fuorché i 5 stelle siano stati finora incoerenti o che abbiano cambiato idea senza una buona ragione, come nel caso di andare a parlare in televisione. Tuttavia l'8 Gennaio è avvenuta una cosa fuori dal comune: i 5 stelle sono diventati improvvisamente europeisti. O almeno è quello che si legge su tutte le testate giornalistiche. Ma cosa è accaduto davvero?

L'8 Gennaio sul blog è stato annunciata in tutta fretta e senza preavviso una votazione che chiedeva agli iscritti se accettare l'ingresso del Movimento 5 Stelle all'interno dell'ALDE, uno dei gruppi politici del Parlamento Europeo. Procedura insolita che poi è stata giustificata ufficiosamente in seguito. Tra le motivazioni della scelta si citava il fatto che l'EFDD non avesse un progetto politico a lungo termine e che c'era il bisogno di scegliere un altro gruppo politico.
Insomma, mentre gli altri gruppi non sono plausibili in quanto hanno al loro interno partiti politici italiani, e il gruppo dei non iscritti non è conveniente poichè non permette di operare al meglio all'interno del Parlamento Europeo, i Verdi non hanno accettato i grillini nel loro gruppo, perciò per esclusione rimaneva solo l'ALDE, che a quanto pareva era contento del loro ingresso.

I negoziati con l'ALDE, come specificato sul blog, presupponevano una certa autonomia del Movimento nelle votazioni, cosa già garantita nell'EFDD. L'ALDE è un gruppo europeo notoriamente a favore di Euro e di UE, con punte di neoliberismo, a favore del TTIP e del CETA, insomma l'esatto opposto dell'euroscetticismo di Farage e dello stesso Movimento. Tuttavia sempre secondo quelle condizioni il Movimento avrebbe avuto libertà di votare come meglio credeva, portando avanti le battaglie di sempre, tra le quali anche trovare soluzione all'immigrazione, la promozione della green economy e via dicendo. Un sogno: entrare nel terzo gruppo europeo per numero di deputati, valendo di più, avendo la propria autonomia e non rinunciando alla propria identità.

Inoltre c'è da puntualizzare che nell'ALDE la frammentazione è alta, il partito con più eletti ha solo 4 eurodeputati. Con l'entrata dei 17 grillini si sarebbero indubbiamente spostati gli equilibri di potere a loro favore. Intravedendo anche la creazione di un loro gruppo autonomo sfruttando la visibilità che forniva l'ALDE. Un capolavoro strategico niente male.

A quel punto, complice anche lo spaesamento degli eurodeputati stessi, che erano all'oscuro delle trattative (forse l'unico errore di tutta l'operazione) hanno cominciato a piovere su Grillo e Casaleggio proteste di ogni genere, con l'accusa che avrebbero tradito i propri elettori rinunciando a quelle battaglie storiche che avevano come nodo fondamentale l'uscita dall'euro.

A quel punto il disastro si è completato, l'ALDE ha fatto un passo indietro, costringendo i grillini a tornare nell'EFDD con Farage, chiedendo scusa a tutti. Si vociferava anche che David Borrelli fosse l'artefice di questa trattativa, per cui legittimo che Farage abbia richiesto la sua rimozione da co-presidente del gruppo. La fuoriuscita di due eurodeputati è stata la ciliegina sulla torta.

Insomma, cosa è accaduto di tanto grave in questa storia? Così grave da scomodare le prime pagine di tutti i giornali? 
Nulla, assolutamente nulla.
Evidentemente cercare di portare in modo più incisivo il proprio programma elettorale a compimento è più incoerente di un Berlusconi o di un Renzi che criticano UE e Merkel quando pare e piace a loro, salvo poi obbedire all'UE in ogni occasione possibile.

E a nulla poi è servita la dichiarazione di Guy Verhofstadt, presidente dell'ALDE, il quale voleva i voti dei grillini per diventare il nuovo presidente del Parlamento Europeo: "Cercavo di indebolire gli euroscettici."

Ed ecco a voi il tradimento è servito.

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